Tutti (o quasi) gli album di novembre che dovete ascoltare

Novembre è il mese più bello dell’anno, non solo perché si avvicina il Natale pur essendo il Capodanno ancora abbastanza lontano, ma perché improvvisamente cominciano a uscire tutti i dischi che abbiamo aspettato invano per il resto dell’anno (parlo di Adele, ma spero ci legga anche Rihanna). Altrettanto inaspettate sono le riedizioni che senza troppo preavviso spuntano negli scaffali della Feltrinelli: quest’anno sono tantissime, quasi tutte inutili, ma meravigliose nelle loro confezioni scintillanti. Le trovate tutte elencate, in rigoroso ordine di uscita, qua sotto.

IN USCITA IL 6 NOVEMBRE

SimiliSIMILI
Laura Pausini
(Warner Music)

Lo scorso 6 novembre è uscito il nuovo disco della paroliera di Al Bano, Laura Pausini. Come forse saprete Laura è impegnata in Messico per le riprese dal talent show più bello del mondo (La Banda, dove con Ricky Martin e quello di Shakira deve selezionare minorenni per formare una boyband latina) (da un’idea di Hakeem Lyon), quindi la promozione italiana di Simili è inevitabilmente passata in secondo piano, ridotta a un contestatissimo incontro stampa all inclusive a Miami (qua una bella riflessione) e per noi contadini che veniamo da Solarolo una sessione di #AskPausini particolarmente ricca di contenuti.

Straordinaria.

L’account fake di Nek.

Anastasia please come.

Mi dicono che Lato destro del cuore per fortuna sta andando molto bene.

Per me è figaccione lui, eh.

Simili è uscito in edizione standard con una Pausini sorridente in copertina, in edizione deluxe cd + dvd con due Pausini sorridenti in copertina e in vinile purtroppo non con quattro Pausini sorridenti in copertina.

Get WeirdGET WEIRD
Little Mix
(Syco)

Vorrei poter essere oggettivo parlando della più grande girlband della storia, eppure quando si parla di Little Mix il mio cuore si impiglia. Inutile quindi quantificare l’hype dietro a Get Weird, attesissima prova del terzo album, specie dopo che un intero disco è stato scartato e mai pubblicato perché non all’altezza delle aspettative. L’intento era chiaro fin da subito: sfornare il tormentone, raggiungere quel successo globale che paradossalmente hanno trovato prima di loro le 5th Harmony, le 4th Impact e gli Studio 3, uscire dal limbo della girlband acclamata dalla critica e dagli inglesi ma pressoché sconosciuta nel resto del mondo. In questo senso Get Weird è perfettamente sintetizzato da Black Magic, la hit senz’anima di questa estate: è una raccolta di gran belle canzoni (un paio veramente notevoli, una mezza dozzina discrete, nessuna sotto la sufficienza) un po’ come lo fu DNA, senza però né il fattore sorpresa del primo album né la coerenza stilistica del secondo. L’album perfetto di cui forse nessuno sentiva il bisogno.

LE RIEDIZIONI: The Beatles (1+), Sam Smith (In the Lonely Hour Drowning Shadows Edition).

IN USCITA IL 13 NOVEMBRE

Made in the A.M.MADE IN THE A.M.
One Direction
(Syco)

Made In The A.M. è il primo album postumo degli One Direction, band che purtroppo ricorderemo più per le scene di isteria collettiva che per i bei dischi che hanno pubblicato. Spoiler: sì, hanno pubblicato bei dischi. Prima bei dischi pop, poi bei dischi e basta, con più sfumature rock di quanto NME sarebbe mai disposto ad ammettere. Di Made In The A.M., che faremo finta non sia scandalosamente leakkato più di una settimana fa e ancor più scandalosamente passato sotto silenzio, sappiamo soltanto che è un disco molto anomalo. Esce con la band praticamente già nello hiatus, sinonimo elegante di irrimediabilmente sciolta, non ci sarà nessun tour a supportarlo e probabilmente pochissima promozione. Non si sa quanto le vendite ne risentiranno, ma l’impressione è che tutti i quattro (sigh) membri siano talmente proiettati verso le loro carriere future da essersi dimenticati di avere un album in uscita. Il lato positivo: potrebbe essere l’occasione giusta per dimostrare che i dischi degli One Direction sopravvivono anche agli One Direction stessi. Sarebbe una bella rivincita.

PurposePURPOSE
Justin Bieber

(Def Jam)

Della rinascita di Justin Bieber parleranno probabilmente i libri di storia: prototipo definitivo di teen idol, un pubblico perfetto di ragazzine e mamme, un disco ben oltre la decenza ma mai preso troppo sul serio (Believe, che chiunque potrebbe scambiare per un greatest hits), l’inspiegabile crollo di Journals, i servizi di Studio Aperto, la crisi. Poi però, con un rilancio di immagine degno di Olivia Pope, è arrivato l’inaspettato aiuto di Diplo e Skrillex e una hit che nasce come -c -v di Where Are Ü Now e finisce per definire una carriera. Justin Bieber non solo è tornato, ma rischia di diventare la popstar più importante del pianeta. Senz’altro lo è nel 2015 e in Purpose effettivamente c’è tutto quello che ci si aspetterebbe dalla più grande popstar del pianeta: Skrillex, Diplo, Skrillex, Skrillex, Ed Sheeran (lo ricorderete per aver scritto la hit Tattoo), Big Sean, Halsey, Skrillex, Ariana Grande, Nas, Travis Scott e, solo nell’edizione giapponese, Home To Mama, il duetto con Cody Simpson uscito a fine 2014 e che – miglior risultato alla 21 in Norvegia, fuori da ogni altra classifica – sembrava averne decretato la morte. Sono passati appena dodici mesi e Justin non è mai stato meglio.

Alessia CaraKNOW-IT-ALL
Alessia Cara
(Def Jam)

Ce lo insegna X Factor e ce lo insegna Anna Tatangelo: in Italia il successo in tenera età non viene perdonato a nessuno. Prima dei venti anni non sei credibile, prima dei venticinque ti manca comunque la gavetta e perfino l’unica vera popstar che abbiamo in Italia (Giulia Luzi) deve passare per il consenso popolare di Tale e quale show. E poi c’è Alessia Cara, che ha 19 anni, vive a Toronto, incide sotto la Def Jam, pubblica video da quando ne ha 15 (il primo una cover di Jessie J, perché c’è stato un tempo in cui Jessie J era veramente il futuro) e ha la faccia da perfetta breakthrough artist. Perlomeno prima di scoprire che Cara sta per Caracciolo, è cresciuta a pane e Tiziano Ferro e parla italiano meglio di Gianluca Ginoble. Nessuna traccia di Italia però nella musica, a partire da Here che gioca con un sample di Isaac Hayes e diventa un furbissimo anti-party anthem (“I’ll be here, somewhere in the corner under clouds of marijuana with this boy who’s hollering I can hardly hear over this music I don’t listen to and I don’t wanna get with you”). Know-It-All è il suo album di debutto e arriva a pochi mesi dall’ep Four Pink Walls, che già aveva posizionato Alessia in un posticino tra Lorde e Amy Winehouse. Paragoni poco importanti.

Ben HaenowBEN HAENOW
Ben Haenow
(Syco)

La storia di X Factor, specie nella sua edizione anglosassone, è piena di vincitori messi sotto contratto solo per volontà del pubblico sovrano e spesso invisi allo stesso Simon Cowell. Ma a differenza di un Joe McElderry, di un Matt Cardle o di una Sam Bailey, la vittoria di Ben Haenow (formalmente ancora il vincitore in carica) è stata messa in secondo piano fin dall’inizio: mentre Ben vinceva il talent e collezionava la sua No. 1 d’ordinanza con una scialba cover degli OneRepublic, il Regno Unito impazziva per Uptown Funk e la versione che Fleur East, seconda classificata, aveva inciso poche settimane prima. A distanza di dodici mesi la storia sembra ripetersi: con un hype praticamente nullo il mese scorso è stato rilasciato il primo singolo inedito di Ben, una piacevole ma alquanto inconsistente collaborazione con Kelly Clarkson, mentre all’amicanemica Fleur East è stato affidato il singolone Sax, con tanto di performance capolavoro a X Factor, subito schizzato in vetta alla classifiche Adele-less. L’album di Ben invece è stato mandato allo sbaraglio contro i One Direction, seppur accompagnato dal divertentissimo aneddoto per cui Ed Sheeran avrebbe mandato una canzone poi non finita nell’album perché Ben ci teneva che tutte le tracce fossero scritte da lui. Ben Haenow, questo l’originale titolo dell’LP, si compone di otto inediti e due cover.

Roma Live!ROMA LIVE!
Baustelle
(Warner Music)

Quando I Baustelle cantano la politica italiana sembrava la next best thing delle pagine Facebook (e quindi la next next best thing delle pagine Facebook da odiare) espressi un desiderio piuttosto inaspettato: quello di riascoltare tutta la discografia dei Baustelle perché, tra inutili riempitivi e noiosi riempitivi, ci sono canzoni davvero belle. Et voilà: nessun greatest hits a celebrare i 20 anni di attività, nessuna raccolta antologica per lanciare la carriera solista di Francesco Bianconi, ma un bel live di quelli di una volta. Roma Live! non è quindi una riedizione di Fantasma per agguantare una certificazione FIMI in più, ma una raccolta di tre diverse esibizioni romane col meglio della loro carriera (e due cover inedite che non si sa mai). La copertina, realizzata dal collettivo Malleus, nasce da una foto di due fan a un loro concerto; nessuna dichiarazione ufficiale in merito al fatto che siano palesemente le Icona Pop.

LE RIEDIZIONI: Mika (No Place In Heaven Special Edition), Ed Sheeran (X Wembley Edition).

IN USCITA IL 20 NOVEMBRE

2525
Adele
(XL Recordings)

Nelle ultime settimane Adele è tornata da un silenzio durato tre anni infrangendo record su record: prima canzone ad aver superato il milione di dowload in meno di una settimana negli Stati Uniti, canzone più ascoltata di sempre in streaming in una settimana, video più visto nelle prime 24 ore, video più veloce a raggiungere le 100 milioni di visualizzazioni, picco massimo di visualizzazioni in un’ora. A noi però piace ricordare Adele quando era ancora una ragazza paffutella sconosciuta ai più, arrivata in Italia soltanto per volontà dall’unica vera talent scout italiana:

5:50 Adele è stata molto fornutata.
6:01 Frortunata ma anche brava.
6:07 Ci sarà un tour?
6:26 Simona le suggerisce il titolo del singolo che pubblicherà quattro anni dopo.
6:35 THANK YOU TO THE GROUP.

Alex BrittiIN NOME DELL’AMORE, VOLUME 1
Alex Britti
(It.pop/Artist First)

  1. Sì, ci sarà un secondo volume.
  2. Sì, probabilmente la seconda parte verrà rimandata e quindi cancellata il 27 novembre quando uscirà la FIMI.
  3. Sì, c’è anche la hit sanremese Un attimo importante.
  4. No, non è un concept album dedicato a Paolo Meneguzzi.

LE RIEDIZIONI: Tiziano Ferro (TZN – The Best of Tiziano Ferro – Lo Stadio Tour 2015), Olly Murs (Never Been Better Special Edition), Mario Biondi (Beyond Special Edition), Take That (III 2015 Edition), Nick Jonas (Nick Jonas X2), Meghan Trainor (Title Special Edition), Shawn Mendes (Handwritten Revisited).

IN USCITA IL 27 NOVEMBRE

ModàPASSIONE MALEDETTA
Modà
(Ultrasuoni)

Sembra frutto del Generatore Automatico Di Titoli Dei Modà, eppure è tutto vero:  (E se fosse un’illusione tutta questa) Passione Maledetta è il titolo del nuovo disco della band di Kekko Silvestre. Il disco arriva a due anni dai quattro platini di Gioia e a pochi giorni dalla dichiarazione shock che il signor Deimodà ha rilasciato a Radio Bruno, la nostra BBC Radio 1xtra:

Qualcuno con cui ho collaborato si è dimostrato assai poco riconoscente e una frase di troppo letta in un articolo mi ha portato a decidere di non scrivere più canzoni per altri artisti; l’ho sempre fatto col cuore, non ho mai chiesto compensi. Adesso è arrivato il momento di essere autore solo per i Modà.

Non è certo difficile individuare il colpevole; esclusa l’amicona Emma, il toto cantante-poco-riconoscente è limitato a: Alessandra Amoroso, Annalisa, Bianca Atzei, Elhaida Dani, Dear Jack, Loredana Errore, Micaela, Francesco Renga, Vasco Rossi (LOL), Anna Tatangelo e Virginio. Nel dubbio, ringraziamo tutti e undici.

EmmaADESSO
Emma
(Universal)

Adesso è il quarto album di inediti di Emma ‘Emma’ Marrone, la cantante nata a Firenze, cresciuta in Puglia ma col cuore ungherese. A mio avviso il problema di Emma ‘Emma’ Marrone, la cantante che apre i concerti di Taylor Swift, è quella di essere diventata la più importante cantante italiana senza un repertorio all’altezza: anno dopo anno, disco dopo disco, successo dopo successo, le è sempre mancata quella canzone indiscutibilmente bella che la legittimasse una volta per tutte. È un peccato perché, al di là del gusto personale, Emma ‘Emma’ Marrone, la cantante della sigla delle W.I.T.C.H., ha grinta, carisma e piace molto agli italiani. Adesso parte da ottime premesse: a parte gli altalenanti risultati dei singoli, la lista degli autori è molto interessante. Ci sono Ermal Meta, Giuseppe Anastasi (La Notte!) e lo Zibba che firmò la leggendaria La vita e la felicità: piccoli passi nella giusta direzione.

BiagioBIAGIO
Biagio Antonacci
(Iris)

Se Simone Cristicchi fosse arrivato dieci anni dopo probabilmente avrebbe cantato “Firmare autografi alle fan, peakkare alla 27 e fare quel che fa Biagio Antonacci”. Quel che fa Biagio Antonacci, oggi come allora, si riassume perfettamente in due cose: copertine imbarazzanti per Vanity Fair e pubblicare raccolte. Sulla seconda vesto i panni del dinosauro di Timehop eRaccolte di Antonacci

L’ultima raccolta è appunto Biagio, esce il 27 novembre e contiene la cifra record di 52 brani, chiaro omaggio all’età media delle sue fan. Oltre alle più grandi hit, BGI includerà quattro inediti (Ci stai, Aria di vita cambiamento con Franco Battiato, Liberatemi con i Negramaro, l’immancabile duetto virtuale con il ricordo di Pino Daniele) e alcuni brani scritti da lui per altri artisti e ricantati per l’occasione, tra cui Ragazza occhi cielo di Loredana Errore e Vivimi di Laura Pausini.
PS: (La lingua di) Biagio è anche il vincitore dell’ambito premio Copertina orrenda del mese.

The VampsWAKE UP
The Vamps
(Mercury)

Il 2015 sembrava l’annus horribilis delle boyband: il congelamento di One Direction, lo scioglimento degli Stereo Kicks, la svolta rock dei 5 Seconds Of Summer, i gruppi di X Factor UK affidati a Cheryl. Poi però

e improvvisamente c’è abbastanza materiale per decretare l’album dell’anno. TI! ACCA! E! VU! A! EMME! PI! ESSE!

LE RIEDIZIONI: Il Volo (L’amore si muove Platinum Edition), Jovanotti (Lorenzo 2015 CC. Live 2184), Gué Pequeno (Vero +), Cesare Cremonini (Logico Project), Briga (Never Again Platinvm Edition), David Guetta (Listen Again).

Commenti via Facebook

Maxxeo

Mi chiamo Matteo (ma vorrei mi chiamaste Carlo) e non vivo a Milano. Ho dieci anni più di quanti ne aveva Anna Tatangelo quando vinse Sanremo e qualche taglia in più di Monica Leofreddi. Scrivo per il Signor Ponza fondamentalmente perché come logopedista di Tea Falco ho fallito.
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: