Vedi le Poste e poi muori

Poste Italiane mi ha scritto una lettera. Già solo questo fatto avrebbe dovuto farmi preoccupare.

Poste Italiane mi ha scritto per dirmi che “stanno facendo un’eccezione solo per me”. Tant’è che poi non fanno neanche lo sforzo di cominciare con “Gentile Signor Ponza”, ma con un generico “Gentile Cliente”. Il vero dramma, però, è che mi invitano caldamente a recarmi in uno dei loro uffici per completare non so quale procedura per la sicurezza della Postepay. Non so voi, ma io quando devo andare in Posta inizio a sudare freddo e, tanto per non rischiare, mi prendo sempre una settimana di ferie, visto che una volta entrati in un ufficio postale non si sa mai quando, ma soprattutto se, mai si uscirà. Ricordo che qualche tempo fa misi in crisi l’intero ufficio postale di Cesano Boscone con la mia stravagante ed esotica richiesta di avere una penna per firmare un documento che loro stessi mi chiedevano di firmare.

Potete quindi capire il mio stato d’animo nel ricevere la loro lettera. Colgo l’occasione per stilare una lista di dieci cose che preferirei fare invece che andare in Posta:

  1.  andare in gita in motoscafo nel triangolo delle Bermuda lasciando il timone al Comandante Schettino;
  2.  ascoltare un intero comizio di Pierluigi Bersani;
  3.  ascoltare fino alla fine un cd fatto di duetti tra Ligabue e Vasco Rossi;
  4. farmi impalare;
  5. sottopormi alla pratica del waterboarding;
  6. leggere il libro di Guglielmo Scilla che, a quanto pare, vuole insegnarci come rimorchiare le donne;
  7. andare a vedere Titanic 3D al cinema;
  8. vedere una puntata intera di Qui Radio Londra;
  9. andare a un concerto dei Tiromancino;
  10. buttarmi in testa 10 bicchieri d’acqua.
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