10 momenti che i viaggiatori low cost conoscono bene

L’altro giorno ho fatto un viaggio. Non uno di quei trip esistenziali che mi faccio ogni sera. Intendo un viaggio vero con l’aereo e pensavo ad una cosa: quella decina di voli all’anno non me li toglie nessuno. Io preferisco di gran lunga spostarmi in aereo, per i tempi ridotti e, diciamocelo, anche per il costo, ormai sempre più economico. Se ti metti lì, affiancato da un hacker e da un matematico esperto per decifrare l’algoritmo della variazione dei prezzi dei siti per le prenotazioni, prendi il volo di andata il martedì dopo le 15:00 e quello di ritorno il giovedì prima delle 07:00, alla fine risparmi un bel po’.

Pensavo quindi che sarei stato in grado di descrivere quali sono i momenti, più o meno tragici, che segnano il curriculum di ogni viaggiatore.

Quando ti fanno imbarcare il bagaglio a mano in stiva

Non potrebbero fare semplicemente cappelliere più spaziose? Invece no, ti devono far imbarcare in stiva il tuo bagaglio a mano per poi passare metà del tuo weekend da 42h a Lisbona a vedere scorrere valigie di estranei sui rulli come al sushi all you can eat.

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Il tuo vicino di posto è over size

Perché dire ciccioni pare brutto. E sia chiaro, io non ho niente contro i ciccioni, ho tanti amici ciccioni, tra cui me stesso. Però casomai la prossima volta vi comprate due Kinder Bueno in meno e vi pagate un posto Extra Spazio perché io sto già abbastanza stretto.

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Il momento della dimostrazione di sicurezza

Sempre la solita solfa: la coreografia che steward e hostess ci propongono all’inizio di ogni volo credo sia diventata più noiosa di qualsiasi monologo di Saviano. Anche se dopo la terza volta che la vedi la voglia di esibirti anche tu indicando le uscite di emergenza è davvero tanta.

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Quando vuoi dormire ma c’è un neonato che piange

Casomai viaggiate in uno di quegli orari comodi come le 6:45 del mattino, volendo giustamente approfittare di quelle ore di volo per riposare e farvi una bella dormita. Neanche a farlo apposta un bimbo di 8 mesi in preda a un attacco demoniaco urlerà per l’intero viaggio. Amici genitori dovete decidere: o i figli o le vacanze.

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Quando hai una fame incredibile ma uno snack potrebbe costarti più del volo

Non importa se prima del check in hai mangiato mezza teglia di parmigiana. Viaggiare mette fame. Purtroppo però in aereo non ci alziamo in quota solo noi ma anche i prezzi del servizio bar. Noi con tanta voglia di conoscere il mondo ma con poca voglia di smezzare il conto corrente per una busta di patatine, dobbiamo dire di no ad ogni tentazione. Che belli i viaggi in treno dove puoi portarti il panino con la frittata!

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Quando c’è uno che ti piace e cerchi di spiare il suo nome sul biglietto 

Campioni mondiali di stalking su Facebook? Here we are! Aguzzate la vista perché non appena poggerà il biglietto sul tavolino il suo nome e cognome sarà una facile preda. NB: La memoria a breve termine dura solo circa 20 secondi quindi sarà bene segnarlo tra le note del telefono.

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Forti turbolenze a bordo, ma fai finta di non aver paura

Io non sono un viaggiatore nervoso però ecco siamo pur sempre a quanti? Duemila kilometri di altezza? Sentirti sbattuti come un Margarita in uno shaker ti fa inevitabilmente rimpiangere di non esser nato nel 1942 per poter viaggiare in locomotiva a vapore. Soprattutto stringere forte la mano del perfetto sconosciuto che ti siede accanto non mi sembra il caso.

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L’ennesima lotteria di gratta e vinci a bordo

Premesso che io eliminerei i gratta e vinci dalla faccia della terra right now e piuttosto manderei tutti a grattare via la ruggine dalle ringhiere del lungomare, in aereo è l’ultimo posto in cui vorrei stare a sentire un Giorgio Mastrota poliglotta che ti propina la qualunque.

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Il gruppo di Italiani che applaude dopo l’atterraggio

Dobbiamo ammetterlo, questa come la mafia, Sanremo e la pasta al pomodoro è una cosa tutta nostrana. Nel momento in cui l’aereo tocca terra, puntuale riconosci gli Italiani che si lasciano andare in un applauso liberatorio, quando va bene, se no pure un po’ di caciara. Tutto sommato avresti preferito che l’atterraggio non fosse andato poi così bene.

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Quando non voli con la solita compagnia low cost

Poi c’è quel momento. IL momento in cui ti capita di non prendere il solito volo spilorcio ma, vuoi per la tratta, vuoi perché ce la sentiamo un po’ Onassis, si opta per una compagnia di bandiera. Allora lì è tutto uno scialacquarsela e godersi la bella vita con succo di frutta e salatini offerti.

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clippermark

Ho 26 anni e sono nato in Abruzzo anche se negli ultimi anni ho iniziato a cambiare città come le mutande. Vado spesso in Germania per cercare di capire come mai mettano l’ananas sulla pizza ma voglio viverci da quando ho scoperto che mi piace. Da ormai 4 anni scrivo ricette sul mio blog "Una cucina per Chiama" ma tutto è iniziato quando da piccolo ho visto in TV Antonella Clerici: io però ho imparato a cucinare.
Dicono di me: "stai sempre in giro", dico di loro: "fatevi i cazzi vostri".
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