WDTO Season Finale

WDTO

Capitolo 1
Capitolo 2
Capitolo 3
Capitolo 4
Capitolo 5
Capitolo 6
Capitolo 7
Capitolo 8
Capitolo 9
Capitolo 10

24 dicembre 2013 h 20:30

Rileggo frettolosamente nella testa l’ultima missiva ricevuta dal #theleaderofthepack:

“A breve saremo vicini e potremmo finalmente conoscerci e potrò finalmente ringraziarla di persona”.

Ma dove stracavolo dovremmo vederci? E poi perché dovremmo essere vicini, insomma io inizio ad essere un po’ stufo di questa storia. Vorrei capire, certo, ma mica è detto che posso farne una malattia. Niente affatto. Bip bip. WhatsApp.

“Qui è tutto pronto. Mia madre ha tipo cucinato per l’esercito. In realtà siamo a mala pena dieci persone.”

Messaggio di Orazio. Che carino. È tornato dai suoi per le feste di Natale e io sono qui a preoccuparmi di questo inutile dettaglio del #theleaderofthepack.

“Io sono a casa da mamma. Anche lei ha cucinato. Ma siamo davvero molti meno. Giusto lei, Guadalupe ed io. Ha però scelto il tema della cena. Oriente speziato. Le ricette sono tutte sue, e le ha raccolte in giro nel suo ultimo viaggio. Non oso immaginare come starò messo domani.”

Rispondo con un’addizione spropositata di smile e faccette di ogni genere.

“Divertiti. Ci sentiamo dopo per gli auguri”

risponde immediato. Ecco io sono dubbioso. Non mi sento affatto sicuro. Questo macello della campagna pubblicitaria, delle agenzie che si danno battaglia per vincere e di Orazio che non capisco bene da che parte stia. E poi il #theleaderofthepack. E se in realtà Orazio non centrasse niente? E se fossi solo io che sto letteralmente esagerando come faccio di solito? Andiamo, è di un carino imbarazzante e sento quasi di non meritarmelo. “Vale Martino!!!, Tu piensa tropo, y se tu piensa tropo tu no sape que far!” Guadalupe interrompe i miei pensieri. “Certo Guadalupe, hai perfettamente ragione. Adesso vado a vedere di là in cucina a che punto è mamma. Così almeno mi rendo utile” mi alzo e taglio corto. Adesso ci manca che do spiegazioni pure a Guadalupe. “Martino qui è tutto pronto, aiutami a portare il pesce in tavola” mi comanda Anahi.

24 dicembre 2013 h 23:15

Cenone fatto, ovviamente non ho resistito alla vista di Guadalupe e mia madre che giocano a canasta. Per cui sono fuggito. Ho preferito passeggiare, per schiarirmi i pensieri e prendere un po’ d’aria. Roma poi non delude. Le strade illuminate, le piazze e i monumenti riempiono e scaldano l’aria. Passeggio per una mezz’oretta fino a che non arrivo al Palazzo Bianco. Raggiungo la porta di casa, ma la mia attenzione viene immediatamente rapita. Sento una voce familiare. Proviene dall’altro lato del corridoio. “Certo, va benissimo. Ci aggiorniamo nei prossimi giorni per definire i dettagli… Certo. D’accordo. Allora di nuovo tanti auguri Orazio. Ciao ciao”. Panico. La voce è della Di Rocco e ha salutato Orazio. Ussignur! A momenti svengo. Ma su. Figuriamoci se si sono sentiti la sera della vigilia. Ma dai. Perché poi? Decido di ignorare quanto sentito e mi chiudo la porta alle spalle, diretto verso il letto.

27 dicembre 2013 h 11:00

Una mattinata così noiosa al lavoro non la vivevo da tempo. Non è venuto nessuno. Nessuno è entrato e nessuno è uscito. Non ho ricevuto telefonate. Solo la vecchia del quinto piano mi ha invitato da lei per un caffè. E ci sono pure andato. Della Di Rocco non ho avuto notizie né tanto meno dei miei colleghi. Una noia mortale che mi ha devastato. Sono contento però. Oggi torna Orazio, e pranzeremo insieme. Per la prima volta chiederò un permesso per il pranzo a lavoro. Anche se pensavo, a chi chiedere, non c’è nessuno, sono solo io. Poi ci penso. Non posso saltare il pranzo, dobbiamo scambiarci i regali di Natale, fare del sesso sfrenato post natalizio fino allo sfinimento, UH! arriva la Di Rocco. “Buongiorno Martino. Tutto bene?”. Era ora perfida e malefica stronza, penso tra me e me. “Sì sì, è tutto tranquillo. Anzi… Noioso direi. Posso chiedere un permesso ad ora di pranzo? Un’oretta e mezza sarà sufficiente, se possibile…”. Dico senza mezzi termini. “Ehm… A dire il vero non lo so. Io a quell’ora avrei da fare. Ho visite oggi, arrivano delle persone dall’Inghilterra con cui ho delle cose importanti da discutere… Ma sì dai, vai, d’altronde non hai mai chiesto niente. Per ogni problema mi trovi in ufficio.” dice acida come al solito “Grazie, si se posso evitare di disturbare…” concludo.

27 dicembre 2013 h 13:05

La mattinata l’ho finita leggendo i siti di gossip on-line, ed ascoltando a ripetizione All I Want For Cristmas Is You. Mentre spengo il pc ecco arrivare il mio cavaliere. “Heylààààà!” dico sorridendo. Ha una faccia strana. Pare accigliato. “Come stai Orazio!?!?!” gli dico mentre si avvicina al bancone. “Bene. Stanco, ma tutto ok. Reduce da mangiate disumane. Per questo oggi pranzo leggero… e poi coccole.” Esco dalla reception e ci abbracciamo e subito ci dirigiamo verso casa mia. “Fammi lavare le mani come prima cosa, ed attaccami il telefono a caricare, ho dimenticato il carica batterie” mi dice mentre entriamo passandomi il suo telefono. Eccolo lì, tra le mie mani la mia risposta. Decido subito di controllare la chiamate ricevute. La conferma c’è, lui e la Di Rocco si sono sentiti la sera della vigilia. Non so se urlare oppure scaraventare il telefono fuori dalla finestra e appresso Orazio. Stai calmo Martino. Stai calmo. Mi raggiunge Orazio che mi guarda interrogativo. Capisce immediatamente che c’è qualcosa che non va “Che hai Martino? È tutto ok?” mi chiede.

3, 2, 1… Partito. “Che ho? SPIEGAMI TU COS’HAI? Spiegami che cosa stai combinando con la Di Rocco perché vi sentite per telefono? Perché vi scambiate lettere? Perché io non so niente di questo rapporto che hai con lei? E perché, soprattutto hai un rapporto con lei? Perché lavori qui al Palazzo Bianco? E cosa stai nascondendo, e soprattutto CHI DIAVOLO È IL #theleaderofthepack?” vuoto il sacco e mi sento immediatamente leggero. Quasi trasparente. In realtà lo sguardo di Orazio cambia immediatamente, mi guarda dritto negli occhi senza parlare. Fa una pausa e poi comincia lui a fare domande: “Sei tu che devi spiegarmi come sai tutte queste cose, Martino. Cose di cui dovresti ignorare l’esistenza. Cosa fai? Spii la gente?” dice con un tono nervoso. Questo ora mi mena. E per fortuna che doveva essere un momento intimo allegro e natalizio. Sì, proprio. “Io non spio niente e nessuno. Io mi ci sono ritrovato in mezzo a questa storia. Voglio solo capire che cosa combini. Se stai facendo qualcosa di losco.” Sottolineo losco, ma abbasso il tono di voce. Voglio assolutamente alleggerire questa situazione. Stiamo andando oltre qui, e non mi va. “E chi sei la Signora in Giallo che devi sapere tutte queste cose tu?” appunto. “No. Però non mi va di essere preso in giro. Voglio capire come mai tu sei coinvolto in questa storia. Di che si tratta? Spionaggio industriale? Rubi le idee agli altri? Che cosa combini Orazio?” sono sempre molto bravo, chiaro e diretto. “Che combino? Me ne vado. Ecco cosa faccio, così hai modo di studiare altre stupide teorie Martino!”. Stacca il telefono dal filo vedo chiudersi la porta dietro le spalle.

Merrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrdddddddddddddddddddddddddddddaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.

Anche questa volta, come dire, sono riuscito a rovinare tutto. Decido che non è ancora finita, apro la porta e raggiungo l’angolo per vedere se lui c’è ancora ma trovo la Di Rocco “Martino è tutto ok?”. Mi dice vaga. Adesso basta. “No. Non è niente ok. Anzi. Vorrei capire che tipo di rapporto c’è con Orazio. Quando ci capirò qualcosa, sarà ok. Chiaro?” dico aspro. Ecco sento il licenziamento vicino. “Martino, questa questione la sistemeremo in privato. Adesso scusami ma ho una persona che è venuta da Londra per vedermi, e non posso farla aspettare. Stai tranquillo. Sistemeremo tutto”.
Mentre dice queste parole, una figura familiare, molto familiare, sbuca dall’angolo. Quasi mi sento svenire, ma capisco immediatamente ogni cosa. Mio padre Giancarlo. Con una valigetta in mano. E i suoi immancabili occhiali da sole. Sorride.

When drama takes over.

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Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
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