When Drama Takes Over – Quando meno te lo aspetti (II)

WDTO

Nelle puntate precedenti:
Capitolo 1
Capitolo 2
Capitolo 3
Capitolo 4

11 settembre 2013

Le porte dell’ascensore si chiudono ed io urlo come se non ci fosse un domani. Internamente. Il ragazzo dell’ascensore altri non era che il Perfido Orazio. Orazio ovvero il socio del mio ex amante. Una storia complicata che avremo modo di approfondire. Anche Orazio (come il mio ex amante) lavora per la pubblicità, ma per l’agenzia numero due della capitale. La Side, quella che si trova al Palazzo Bianco è la sua acerrima concorrente. Come so tutte queste cose? Semplice, io e il mio ex amante ci incontravamo negli orari più disperati nel suo ufficio. E nel suo ufficio ogni volta finivamo a far cosacce sulla sua scrivania. E ogni volta, inevitabilmente, mi cadevano gli occhi sui fogli che erano buttati lì. E mentre si svolgeva la gara per la campagna di un nuovo network tv, ricordo nella mia testa la foto del team di lavoro (tra cui Orazio, di cui sopra) e un’emblematica scritta: “Side Muori”. Chiara. Diretta. Semplice. Nella mia testa ho iniziato ovviamente a fantasticare su Orazio. Ma avevo ben altro da fare, e la Di Rocco mi aspettava. E avrebbe anche potuto picchiarmi per quanto ne sapevo.

14 settembre 2013

Dagli accordi con il mio capo supremo, dovrei lavorare dal lunedì al venerdì ed essere libero il weekend. Questo perché esiste una clausola contrattuale che dice che in caso di necessità l’Azienda può contattarmi in ogni momento e io devo essere assolutamente reperibile e disponibile. Neanche fossi Captain America che deve salvare il mondo. Il sabato perciò dovrei passare la giornata a poltrire. E invece sono qui, dietro la mia solita postazione che cerco di riordinare una marea di carte e documenti di ogni genere. Ovviamente, non dovrei essere qui. Ma la Di Rocco mi ha costretto a mettere tutto in ordine perché secondo lei sarei disordinato. Che stronza. Ad ogni modo sono qui e non dovrei. Questo è il succo. Il ricevimento è chiuso, il vetro alzato e nessuno mi può disturbare. Neanche finisco di pensarlo e appare una ragazza con gli occhiali e una testa piena di ricci. “Scusi potrei chiederle una cortesia?”. Faccio finta di non esserci. Insomma, magari sono sordo e non è detto che io debba per forza sentire ciò che mi dice una tizia ricciolosa. “Hey, parlo con lei!” Insiste bussando al vetro. Continuo come se nulla fosse a impilare documenti ed ordinarli in ordine alfabetico. Sono alla C di contratti. “Scusa parlo con te”. Uffa. Vabbè. Mi giro, premo il tasto di apertura del vetro (è tutto super-iper-tecnologico qui) e cerco di avere una faccia scocciata ma rassicurante. “Chiedo scusa, mi dispiace ma devo ricordarLe che il sabato il ricevimento è chiuso. Non posso aiutarla per nessun motivo”. Dico tranquillo, anche se mi verrebbe voglia di lanciarle addosso dei gatti infuocati. “Capisco, ma questa è una cosa davvero urgente. E io non posso risolverla. Le spiego, tra poco più di un’ora ho un aereo, ma ho bisogno che questi documenti siano lunedì mattina a Milano. Lei potrebbe essere così gentile da affidarli a un corriere espresso? La prego…”. Poveretta. “Mi dispiace ma non posso aiutarla. Purtroppo non posso proprio.” Dico abbozzando un sorriso. “Ma cosa ti costa. Tanto sei qui. Basta chiamare il solito corriere, darglielo e andrà tutto bene. Per piacere io non faccio in tempo a prendere l’aereo.” Maledetta. Maledetta ricciolosa capricciosa e sfibrata. “Ok. Io lo prendo e mi assicuro che arrivi dove deve, ma questa cosa non è mai accaduta. Altrimenti io sono morto, ok?”. “Grazie, grazie, grazie. Senti per ringraziarti posso offrirti un caffè, un succo o qualcosa?” dice scodinzolate. MMMMMmmmmmmmmmmmmm. Se lo sa la Di Rocco mi prende a sprangate alla faccia. Ma come dire, ‘sticazzi. “Un succo alla banana con una goccia di latte andrà bene”. La tipa lascia il plico e fugge. Io chiamo il corriere e appoggio i documenti lì sul bancone. Mi rimetto subito a fare quello per cui ero stato ingiustamente chiamato. Ovvero ordine. Secondo l’alfabeto.  Neanche il tempo di capire dov’ero rimasto che mi arriva il tipo del bar. Gli dico di appoggiare il succo sul bancone e se ne va. Sorseggio un po’ e faccio per appoggiare il bicchiere sul bancone, ma la mia inaspettata labirintite mi gioca un brutto scherzo. Rovescio quasi tutto il succo sul tavolo e una buona parte sulla busta. Merda. Merda. Fottuta merda merdosa. Poco male. Rompo la busta e tiro fuori il contenuto e lo metto al sicuro lontano da altri pericoli. Bene, penso, posso finalmente tornare a fare i fatti miei. Passano una quarantina di minuti ma del corriere neanche l’ombra. Penso che sia tutto normale, a Roma c’è sempre traffico. Termino di sistemare alcune fatture e decido di fare cinque minuti di pausa. Inaspettatamente però mi finisce l’occhio sui documenti lasciati dalla ricciolosa. Figuriamoci se io non mi metto a leggere tutto il contenuto. Ed eccomi immerso nella lettura del progetto. Una fantastica campagna pubblicitaria, di una famosissima azienda, per il lancio di una nuova bibita analcolica. Un’artista musicale di caratura internazionale, una marea di dettagli sulla campagna e tutto il marketing che ne consegue con addirittura altre aziende coinvolte, come compagnie telefoniche, televisione e internet ovviamente. Bè figuriamoci se non mi sono esaltato. Tutti i media coinvolti. Pagine su pagine dettagliate su come promuovere il prodotto. Tutta roba superfantstica. Super wow. Che io non ho potuto fare a meno di adorare. Tutto sviluppato nei minimi dettagli, dall’idea al lancio. Tutto super perfetto. Ed infine una lettera. E figuriamoci se non l’ho aperta e letta anche quella.

Questo è il progetto in tutte le sue parti. Sicuramente saremo noi ad avere il lavoro. Ma per essere sicuri, in tutte le agenzie che partecipano alla gara ho fatto in modo che ci fosse qualcuno che ci desse una mano. Insomma gli aiuti esterni servono anche e soprattutto a questo: raggiungere l’obiettivo. Per cui, d’ora in poi tutte le informazioni saranno filtrate e saranno gestite solo ed esclusivamente dal sottoscritto. Bisogna fare in modo che non accada nulla e che il lavoro sia nostro.

Spero di essere stato sufficientemente chiaro.

#theleaderofthepack           

Bene. Inutile dire che nell’ordine voglio sapere chi è la talpa e soprattutto chi diavolo è the leader of the pack. Perché le informazioni saranno anche filtrate, ma questo ignora che le conosco anche io. Ed io non vedo l’ora di sapere ogni cosa. Mentre mi vedevo come una giovane Angela Lansbury sono stato disturbato dallo sguardo interrogativo del corriere. Gli passo i documenti, gli do i dati della spedizione e soddisfatto me la rido. Adesso però devo trovare il modo di entrare alla Side. Ed io, che ve lo dico a fare ho già un’ideona.

When drama takes over.

WDTO

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Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
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