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Il blog del Signor Ponza
When Drama Takes Over

When Drama Takes Over – Pilot

WDTO

30 agosto 2013

Mi sono sempre chiesto chi diavolo ha fatto la pavimentazione della stazione Ostiense. Nella fattispecie chi materialmente ha scelto queste orride mattonelle a mosaico. In teoria in una stazione oltre agli essere umani ci transitano anche delle valigie, che passandoci sopra fanno un rumore devastante. Non si capisce nulla. Possibile che nessuno ci abbia pensato? Individui che corrono appresso ai treni e si portano una valigia con tutto il rumore che manco nei box della formula uno. Decido di non pensarci poi troppo. In fondo sono felice. Sono appena tornato da una vacanza pazzesca. Sono abbronzato. Non ho alcun segno visibile di stress sulla mia faccia. Per la prima volta nella mia vita sono soddisfatto e contento. Tutte le preoccupazioni di due mesi fa sembrano non essere mai esistite. Perché? Be’ perché ho finalmente terminato i miei studi! Ho discusso a luglio una tesi pazzesca per la specializzazione in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo, e due giorni dopo sono riuscito a fare subito l’esame per l’albo. Sono iscritto regolarmente con la posizione 1210610610. Ovviamente, nulla è stato semplice, infatti ero talmente stressato che non parlavo ma urlavo, l’agitazione mi ha divorato il grasso in eccesso e mi sono fumato due depositi della Marlboro. Dopo la sbornia della festa, la più grande soddisfazione è stata sbattere in faccia a Giancarlo (mio padre) laurea e tesserino, e comunicargli semplicemente il mio domicilio per il mese successivo, cioè l’Europa. Anahi (mia madre) invece è stata soddisfatta e contenta, e mi ha spesato un mese di relax. Mia madre ci tiene che la chiami per nome. Per lei sentirsi chiamare mamma vorrebbe dire automaticamente relegarla ad un solo ruolo. Univoco. Invece lei è una Donna, una che ha sempre lavorato, letto e scritto molto. Sempre in giro per il mondo perché se il mondo non lo scopri con i tuoi occhi non ci potrai mai vivere. Io ho sempre pensato che sia stata una molto fortunata, e anche con qualche rotella in meno in verità. Per questo mio padre, quando io e mio fratello Richard eravamo piccoli, l’ha lasciata. Non avevano più nulla in comune, dice lui. In realtà lui aveva nuovi ed altri passatempi, ma con altre sedicenti signorine. A seguito del divorzio la grandissima azienda del nonno è stata divisa in due. La parte italiana è rimasta in mano alla mamma, mentre la sede londinese l’ha presa papà. E Richard una volta terminati gli studi è volato su a Londra. Lui è con papà mentre io sono rimasto con mamma. Non lo sopporto Richard, per via del suo nome si sente sto cazzo, mentre a me hanno chiamano Martino. Che c’azzecca Martino con Richard non lo so. In realtà mamma mi ha spiegato che Richard era per la nonna paterna, nonna Riccarda, che io non ho mai conosciuto. Mentre a me ha dato il nome di suo padre, visto che era figlia unica, glielo doveva. Sarà, ma io sono sempre stato preso per il culo per questo nome. Comunque mia madre, anzi Anahi, come vuole lei, mi ha cresciuto in totale libertà. Nonostante sia sempre vissuta nel benessere è sempre stata una pazza patentata, il che l’ha resa semplicemente magnifica. Ecco sono arrivato a casa. Non mi sembra vero che non sono a Roma da un mese. Senza cellulare, senza Facebook e senza sentire nessuno. Mi sembra di aver partecipato all’Isola dei Famosi. Disfo in fretta la valigia, e metto tutto in lavatrice. Accendo il computer e decido di riconnettermi con il mondo. La casa è stranamente in ordine, deve esser venuta Guadalupe, la domestica. Anahi la fa venire una volta ogni due settimane, ed io le sono davvero riconoscente. Anahi mi ha preso in affitto questo piccolo monolocale quando ho iniziato a studiare, e mi sembra troppo strano che adesso ho finito gli studi. Insomma nella mia testa non avevo mai realizzato che un giorno avrei finito di studiare e avrei raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissato. Per me la laurea era una specie di spazio interdimensionale dove non c’era niente, solo fumo bianco e dove io non mi ci trovavo per niente a pensarci. Che carina Guadalupe ha riempito anche il frigo. Se non avesse la faccia simile alla Pietra di Fantaghirò forse riuscirei ad essere anche un po’ più gentile con lei. In realtà è talmente brutta che mi viene solo di fare lo stronzo. Comunque, scarico le foto delle vacanze, e nella testa mi si insinua un dubbio: “Ma io da domani che cazzo faccio?”. Voglio dire, come passo il mio tempo? Non ho più obblighi verso la Sapienza di Roma, che cosa devo fare delle mie giornate. Mmmmm. Vuoto. Decido che devo pormi delle priorità. Sono una persona matura, equilibrata, e con dei titoli. Decido di scrivere una lista di quello che mi dovrei fare.

  1. Andare in palestra per avere una sorta di fisico che si possa definire tale. O almeno dignitoso.
  2. Rimorchiare Livorno. (Livorno è uno specializzando in Storia, assistente del professore amico del mio relatore di tesi. E’ dolce, ha la zeppa ed io non farei altro che baciarlo. Ma oltre a salutarmi e dire “Ciao, come stai?” è il marmo assoluto, e poi si chiama Livorno).
  3. Svecchiare la casa. Buttare tutte le cose inutili e dargli un aspetto da giovane uomo. E levare tutte le cose tipicamente universitarie. Basta.
  4. Uscire con gli amici.

Mmmmmmmm. Mi manca qualcosa. Ne sono certo, c’è qualcosa di importante. Martino devi solo pensarci attentamente. Bene, ho finito di scaricare le 849 fotografie sul pc. Niente, non mi viene nulla in mente. Ah ecco scarico le mail. Sono 136 mail. Uffa che pizza saranno solo spam e pubblicità. E invece no, la prima mail della lista è una mail di mio padre. L’unica nota positiva di avere un padre che vive all’estero è questa. Lui non telefona, scrive e-mail. Anzi, le fa scrivere alla sua inutile segretaria. Clic e leggiamo che vuole. Probabilmente si sarà reso conto di aver fatto sempre lo stronzo ed ora finalmente si congratula con suo figlio per i traguardi raggiunti. Doppio clic.

Caro Martino,

sono Giancarlo. Sono davvero soddisfatto di questo doppio traguardo che hai finalmente raggiunto. Inaspettato e sorprendente. Adesso finalmente hai un tuo percorso, e come tale devi iniziare a camminare sulle tue gambe. Per tutto questo tempo io ed Anahi ci siamo presi cura di te occupandoci in prima persona delle tue spese. Ma ti abbiamo anche insegnato il valore dei soldi e quanto sia duro e difficile guadagnarseli. Per questo, così come ho fatto con tuo fratello Richard, è arrivato il momento che tu pensi da solo alle tue necessità. All’affitto, come alle spese. I tempi sono maturi e tu sei maturo per affrontare le sfide che la vita ti riservano. È arrivato il momento per te di cercarti un lavoro e anche una nuova casa, adatta alle tue necessità. Il mese scorso ho avviato le pratiche per disdire l’affitto della casa in cui sei ora e devi liberarla per il primo di ottobre. Sono certo che queste novità le vivrai come dei nuovi ed entusiasmanti stimoli. Adesso inizia la tua vita. Ovviamente, io e tua madre saremo sempre qui per un consiglio e un aiuto. Questo non dimenticarlo. D’altronde Richard ha seguito lo stesso percorso ed ora si spesa tutto solo: casa e divertimenti qui a Londra, e sono certo che sai benissimo quanto sia cara la vita oltre la manica. Ora scappo che il lavoro chiama.

Un saluto, un abbraccio.

Giancarlo.

SENZA PAROLE. Non so se aprire la finestra e buttarmi oppure andare in municipio a cambiare cognome. Se questo si può definire un padre io davvero allora non ho capito assolutamente nulla della vita. E poi Richard non si spesa un cazzo di niente. Richard fa parte del CdA dell’azienda di famiglia a Londra e guadagna uno sfacelo di soldi. Maledetto. E adesso? Che faccio?

When drama takes over.

To be continued…

Commenti via Facebook

Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
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Comments (41):

  1. Irina

    1 ottobre 2013 at 15:10

    I nomi dei personaggi di questa novella fanno rabbrividire.

    Rispondi
    • Annabelle Bronstein

      1 ottobre 2013 at 15:32

      Be sono volutamente nomi poco comuni. Sono certo che rimarrano impressi più di altri! 😉

      AB

      Rispondi
      • Fabry

        1 ottobre 2013 at 19:46

        Guadalupe è pazzesco secondo il mio modesto parere.

        Rispondi
        • Annabelle Bronstein

          1 ottobre 2013 at 19:49

          E pensa che Irina dice che i nomi che ho scelto fanno rabbrividire!!!!

          Rispondi
    • Signor Ponza

      1 ottobre 2013 at 23:02

      Anche secondo me hanno il grande pregio di farsi facilmente ricordare. Se mai dovessi passare per leggere il secondo capitolo, ti sfido a dire che non te li ricordavi! 😀

      Rispondi
  2. Piero

    1 ottobre 2013 at 15:40

    Banale, trama che puzza di trito e ritrito, cliché a go-go, scritto in maniera non elementare, di più. Insomma non si salva nulla.

    Rispondi
    • Annabelle Bronstein

      1 ottobre 2013 at 16:30

      Be parlare di trama mi sembra un po’ presto. Ho soltanto presentato i personaggi principali. Alcuni cliché ci sono, per ovvi motivi. Per quanto riguarda la scrittura elementare, be io scrivo così. Io sono molto soddisfatto, e mi fa piacere che ognuno esprima il proprio parere. C’è tutta la libertà qui 😉

      Rispondi
    • Fabry

      1 ottobre 2013 at 19:48

      Secondo me non è sensato giudicare la trama dopo quaranta righe, io mi aspetto grandi cose. Per quanto riguarda il linguaggio credo che la semplicità sia il punto forte di Annabelle: mentre altri tendono ad aggrovigliarsi con la lingua italiana perché poveri di contenuti, Annabelle è diretta, schietta, efficace. In economia linguistica sarebbe spaziale, e infatti lo è.

      Rispondi
      • Annabelle Bronstein

        1 ottobre 2013 at 21:50

        Ti amo.

        Rispondi
    • Signor Ponza

      1 ottobre 2013 at 23:08

      Ovviamente tutte le critiche sono sempre ben accette e cerchiamo sempre di di migliorarci anche grazie a queste. Forse però i giudizi affrettati rischiano di essere solo pre-giudizi, no?

      Rispondi
  3. Stefano

    1 ottobre 2013 at 15:45

    La vera storia di Tato Martino, costretto ad accudire bambini e ad insegnare alla gente come essere genitori per guadagnarsi da vivere dopo i suoi traumi infantili e adolescienziali. Ahahahahahaha.. Sgamato in pieno!

    Rispondi
    • Annabelle Bronstein

      1 ottobre 2013 at 16:27

      Ignoro di cosa stai parlando. Comunque avrai modo di ricrederti nelle prossime settimane 😉

      Rispondi
    • Signor Ponza

      1 ottobre 2013 at 23:09

      Io sono davvero curioso di sapere come Tato Martino sia arrivato lì dov’è. Secondo me è una storia interessante e potremmo pensarla come prossimo romanzo per la prossima stagione 😀

      Rispondi
      • Daniii

        2 ottobre 2013 at 11:29

        ma chi cavolo è Tato martino???

        Rispondi
        • Signor Ponza

          3 ottobre 2013 at 19:40

          Il primo (e fin’ora unico) Tato maschio della storia di SOS Tata!

          Rispondi
          • Stefano

            5 ottobre 2013 at 11:20

            Nonché protagonista di questa storia. (Deciso da me in qualità di me, myself and I)

  4. Daniii

    1 ottobre 2013 at 16:35

    Io ho un solo dubbio… cosa sarebbe uno SPECIALIZZANDO in Storia? Mica siamo in un ospedale!
    Sarà al massimo un dottorando? Tra l’altro, se è assistente del prof, per forza deve aver terminato la laurea specialistica,no?

    Mi piace mettere i puntini sulle i, e poi insomma sta figura dell’assistente sexy ma idiota del prof. non vedo l’ora di sapere che sviluppi avrà 😛

    Io non capisco certe critiche feroci. Sappiamo come scrivi, e sappiamo che hai uno sterminato repertorio di aneddoti di vita vissuta da saccheggiare! Quindi mettiamoci comodi e leggiamo!

    “I believe you can be the voice of your generation; or at least of A generation…” (cit.)

    Rispondi
    • Annabelle Bronstein

      1 ottobre 2013 at 16:52

      ☺️☺️☺️❤️❤️❤️ grazie

      Rispondi
    • Fabry

      1 ottobre 2013 at 19:48

      No, puoi fare l’assistente anche se ti specializzi se sai leccare il culo per bene. Fabry mi leggi?

      Rispondi
      • Daniii

        1 ottobre 2013 at 20:37

        Ok amore mio ma in quel caso sei uno “specializzato”, cioè un laureato in Storia, non uno specializzando (che vuol dire che non ti sei ancora laureato!).

        Rispondi
      • Daniii

        1 ottobre 2013 at 20:38

        Oddio mi sto perdendo sempre più… 🙂

        Rispondi
        • Annabelle Bronstein

          1 ottobre 2013 at 21:59

          SPOILER. Siamo assolutamente d’accordo che esistono i dottorandi e non gli specializzandi in storia. Il punto di vista dell’autore non coincide necessariamente con quello del personaggio narrante. Sono sorpreso che qualcuno si sia accorto di questo dettaglio fin da subito. Prossimamente ne saprete di più.

          Rispondi
          • Daniii

            1 ottobre 2013 at 22:07

            AIUTOOOOOOO sul serio??? Non vedo l’ora 😀
            Quanto al punto di vista, so che è narrativa ma ovviamente pensando al protagonista penso a te!

          • Signor Ponza

            1 ottobre 2013 at 23:10

            Ragazzi, questo WDTO ci riserverà sorprese che nemmeno Breaking Bad.

      • Annabelle Bronstein

        1 ottobre 2013 at 21:54

        Valalalassss

        Rispondi
  5. Roberto ®

    12 ottobre 2013 at 13:39

    Ma il nome della mamma come si pronuncia? Simile al nome del capolinea della metro A di Roma? 😀

    Rispondi
    • Signor Ponza

      12 ottobre 2013 at 16:56

      Io ci metto l’h aspirata, così per non farci mancare nulla.

      Rispondi
  6. Sim

    11 febbraio 2014 at 22:17

    Anahi.. solo x veri intenditori.. xD complimenti, adoro il tuo modo di raccontare, lo fai davvero bene, complimenti! 🙂

    Rispondi
    • Signor Ponza

      15 febbraio 2014 at 20:52

      Inoltro i complimenti ad @annabellebronstein:disqus

      Rispondi

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