When We Rise: la mini-serie che racconta la nascita del movimento LGBT

Ci siamo lasciati da poco alle spalle giugno, il Pride Month, mese scelto dalla comunità LGBT per ricordare i moti di Stonewall del 1969. Ogni weekend di questo mese, in tutte le parti del mondo, si sono svolte manifestazioni che hanno visto marciare milioni e milioni di persone per ricordare e rivendicare diritti essenziali, che ancora in troppi Stati, Italia compresa, non sono riconosciuti a pieno.

Anche la televisione quest’anno ha dato un suo piccolo contributo con una miniserie prodotta da ABC intitolata When We Rise.

Il creatore della serie è Dustin Lance Black che torna a lavorare ancora una volta con Gus Van Sant, sette anni dopo la loro collaborazione per il film Milk. La serie prende spunto dalle memorie dell’attivista Cleve Jones (Guy Pearce), a cui si aggiungono le storie dell’attivista Guy Roma (Mary-Louise Parker), della sua compagna Diane Jones (Rachel Griffith) e dell’attivista afroamericano Ken Jones (Michael Kenneth Williams).

In sette episodi (più uno speciale che racconta il dietro le quinte della serie, con interviste ai veri protagonisti della storia) ci viene mostrato come da San Francisco sia partito un movimento che ha unito tutti nel nome di un obiettivo comune, passando dall’elezione e dall’omicidio del consigliere comunale Harvey Milk all’epidemia di AIDS che uccise (e continua a uccidere) centinaia di migliaia di persone, fino ad arrivare alla lotta per il diritto al matrimonio. Oltre agli attori già citati, molte guest star hanno partecipato e dato il loro contributo alla serie: Whoopi Goldberg, Rosie O’Donnell, Denis O’Hare (American Horror Story), Dylan Walsh (Nip/Tuck), T.R. Knight (Grey’s Anatomy) e Willam Belli (RuPaul’s Drag Race).

When We Rise non ha avuto grande successo in termini di ascolti, ma è stato elogiato dai critici. Lo stile semplice e reale usato dalla serie per raccontare questo pezzo di storia riesce a cogliere l’essenza del messaggio che vuole trasmettere, come un vero e proprio manifesto.
La serie ci fa rendere conto di quanto in realtà siamo fortunati a vivere in questa epoca, dove semplici gesti o diritti che oggi diamo per scontati, solo pochi anni fa erano considerati pura fantascienza. La comunità LGBT ha attraverso momenti difficili e di sofferenza per riuscire ad ottenere le vittorie che ancora oggi celebriamo.

In un periodo come questo, When We Rise è una serie importante perché riesce a dare voce e a illustrare come questa lotta sia ancora lontana dal finire. Fino a quando esisteranno ingiustizie sociali, dettate da un bigottismo ormai fuori dal tempo, non bisogna mai smettere di reclamare tutto quello che manca per raggiungere l’uguaglianza.

Quindi i consigli alla fine sono due: il primo è quello di recuperare questa serie che, come poche, riesce ad aprirvi la mente e il cuore sul lungo percorso che la Comunità LGBT ha affrontato. Il secondo è quello di partecipare ai Pride, alle manifestazioni, agli eventi organizzati per sostenere la promozione dei diritti. Che sia una grande città o un piccolo comune, andateci se potete, senza vergogna e senza paura. È un’esperienza fantastica, in grado di farvi sentire partecipi di un movimento pieno di vita e di darvi un senso di appartenenza che non avete mai sentito prima. Vestitevi come vi pare e andate, marciate con la felicità nel cuore, orgogliosi di voi stessi e di quello che siete.


Tieniti sempre aggiornato e scopri nuovi contenuti anche sul nostro canale Telegram

Commenti via Facebook

Wilfred

Nel 2007 mi resi conto che potevo seguire con estrema facilità, la programmazione americana delle mie serie tv preferite, senza dover aspettare mesi o anni per vederle in tv. Praticamente è stato l'inizio della fine.
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: