When you play the game of Colle, you win or you die.

Questa settimana su “Il Ballo Del Cervello” è stata esaltante, stuzzicante, un po’ come un bidet con la paprika. Le rubriche dei miei colleghi vi hanno allietato, fatto ridere, pensare e forse sentire persone migliori rispetto a loro.

La mia rubrica si chiama Because I Said So perché io credo in una dittatura illuminata nella democrazia (no.) e il titolo lo dimostra (e invece). Ogni settimana cercherò di farvi il punto su quanto sta succedendo nella nostra amata Repubblica delle banane in modo che possiate raccapezzarvi tra franchi tiratori, dimissioni dell’ultimo momento e i “gomblotti della stampa”.

Questa settimana non posso non parlarvi dell’argomento hot right now del momento: l’annuncio del nuovo album di Katy Perry le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica Italiana. Naturalmente dopo il nulla di fatto del fu segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, la corsa ad accaparrarsi i favori del nuovo inquilino del Colle è sicuramente vissuta con molto più interesse. Il PdR è colui che, in un momento in cui il governo deve essere ancora formato, sarà la chiave per l’orientamento del nuovo governo. Non c’è da stupirsi che tutti allora vogliano come mai che il proprio candidato riesca a vincere.

Potrei farvi un riassunto su tutte le votazioni, ma basta leggere dal sito dell’ansa la cronaca dettagliata qui. Quello su cui vorrei soffermarmi però è un po’ il gioco delle parti, il gioco del trono che ho voluto richiamare anche nel mio GENIALE titolo. Questa partita politica ha visto i ragni tessitori delle segreterie di partito lavorare freneticamente per tessere tele su tele, alleanze e intrecci, per potercela fare. Ma i risultati sono stati gli stessi che abbiamo visto già durante le elezioni: alleanze alla vecchia maniera, da segretario di partito, hanno mostrato la loro incapacità di rispondere alla volontà di cambiamento della popolazione che si è rivoltata contro il PD e che è riuscita a spinere, parte dei propri rappresentati ad andare contro le indicazioni di partito facendo crollare così sia la scelta Marini che la scelta Prodi. E visto che when you play the game of Colle, you win or you die, i primi caduti sono stati ovviamente nel PD: primo su tutti la morte (politica) di Pierluigi Bersani; una morte lenta e dolorosa, iniziata con le scorse elezioni politiche.

Cosa accadrà ora?

Il PD ha dimostrato di non essere unito. Lo sapevamo già tutti, ma con queste elezioni del PdR ci siamo resi conti di quanto un partito così eterogeneo al suo interno non poteva essere forte su un campo irto come quello della nostra attuale scelta politica. Finché si trattava di lasciare le cose nelle mani del Segretario, il PD poteva nascondere le sue crepe interne. Ma quando si è chiamati a votare, a mostrare unità, le crepe dei democrat son tutte venute alla luce e in alcuni casi si sono anche allargate fino a divenire veri e propri crepacci insormontabili (leggi Matteo Renzi). Questa è sicuramente la prima grande debolezza strutturale e ideologica del partito: un partito dove convivevano Rosy Bindi e la Concia non poteva andare lontano in momenti di grandi cambiamenti politici. Ora c’è l’occasione per separarsi da questa “destra” del Partito e unirsi a SEL e a FdS e le altre forze di sinistra, quelle vere.

Ma se il problema strutturale del partito è evidente e importante, non c’è da dimenticare l’incapacità del PD di avere una guida capace e abile a fare scelte importanti in questa fase storica. Cambiare, innovare, sentire lo spirito del popolo e interpretarlo. Le ripicche contro il M5S e la mancanza di coraggio di fare un mea culpa per gli errori passati, pronti a ingoiare rospi e bocconi amari per il Pase. Cosa poteva fare Bersani? Poteva offrire un nome della coalizione e non del PD come Premier: io sono più che certo che se Vendola fosse stato nominato come premier, il M5S non sarebbe stato poi così unito come si credeva (vedi anche l’elezione di Grasso come capo del Senato). E in quest’occasione, poteva sicuramente offrire l’appoggio a Rodotà; significava per il PD prostrarsi a chi ha veramente rinnovato e scosso le fondamenta del Parlamento, nel bene e nel male, riuscendo a tenere certe tendenze del Movimento 5 Stelle sotto controllo, dando stabilità al Paese e magari non essere ricordato come vincitore ma un uomo di Stato.

Ora vi lascio che ho da leggere Vanity Fair il Washington Post e da godermi la rielezione di Napolitano e ridermela di gusto. Perché quando anche piangere è davvero poco, non resta che ridere.

Aldo/Solodallamente.

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solodallamente

Nella prossima vita voglio rinascere in grado di scrivere biografie accattivanti, per il momento mi limito a confermarvi che sono troppo intelligente per essere anche bello e che nella vita quello che conta davvero è la pizza. Il mio animale guida è Taylor Swift, con la quale condivido la dote di essere odiato da tutti (a ragione).
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