Si dice che il minimo battito di tastiera sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo.
Il nuovo fenomeno musicale che la lobby indiegay (e la sua casa discografica soprattutto) vorrebbero proporci in questo inizio di 2012 è Lana Del Rey. Il suo album di debutto Born to Die uscirà il 30 gennaio. Ma chi è Lana? Prego la regia di agevolare il contributo fotografico.

Lana è anche conosciuta come Llama Del Rey. Prego la regia di agevolare il contributo fotografico.

Ora che questo momento Colorado Café è terminato, posso passare ad elencare le principali caratteristiche di Lana.
Innanzitutto ha delle labbra piuttosto pronunciate e importanti. Le definirei “labbra rubate ad altri mestieri”, a cui per altro ho voluto rendere omaggio anche con la mia nuova foto profilo su Twitter. Ha poi una spiccata tendenza a fare canzoni lagnose e questo è un bene, vedi alla voce Video Games o Born to Die. Sono le classiche canzoni da finale di puntata di telefilm, quando lei corre da lui togliendosi persino la scarpa col tacco 12, ma quando entra in camera lo trova a ciulare con un’altra. E poi Lana ha anche la tendenza, durante i live, a emettere rantolii poco comprensibile all’orecchio umano. Tipo in questa indimenticabile performance al Saturday Night Live.
Probabilmente la ragazza si è fatta prendere dall’emozione perché si trattava della sua prima performance importante nella tivù degli ammeregani, però anche in passato di certo non si è distinta per la sua capacità di esibirsi dal vivo. Ad esempio, in questa esibizione in cui performa Video Games con Woodkid, Lana sembra leggermente assente (= non caga di striscio il tipo con cui duetta).
Ora lo so che siete tutti curiosi di sapere se penso che Lana Del Rey farà successo oppure no. Lo so che non è vero, ma nella mia testa è vero. Soprattutto dopo aver predetto che Nicola Dentaturadacavalla Roberts non se la sarebbe cagata nessuno (e in effetti è stato praticamente così). Bene, la mia previsione è che il disco sarà un successo. Sui live avrà invece tanto da migliorare, ma quello non è un problema visto che persino Britney fa dei tour mondiali.
Una delle principali notizie che ha sconvolto il mondo dell’interwebz la scorsa settimana è stata la chiusura da parte dell’FBI di Megavideo e Megaupload, due siti che permettevano rispettivamente di vedere video in streaming (principalmente film e telefilm) e di scaricare file (video, audio, ecc…).
La vicenda mi ha ricordato tanto, e con un po’ di nostalgia, la chiusura di Napster. Ora, se vi state domandando che cosa sia Napster, sappiate che la mia invidia è tutta per voi, perché vuol dire che siete così tanto più giovani di me da non ricordarvelo. Quando chiusero Napster, sembrava che tutti noi avremmo finito di scaricare mp3 gratis. E invece. Credo che da allora fino a oggi nessuno di noi abbia cominciato ad acquistare in modo compulsivo da iTunes.
La stessa cosa vale per Megavideo e Megaupload. I mezzi alternativi spunteranno come funghi nel giro dei prossimi giorni e nuovi modi di scavalcare la legge verranno inventati. Non è questo secondo me il modo più efficace per combattere la pirateria online, quanto piuttosto bisognerebbe offrire alternative legali, anche non gratuite, ma che siano accessibili a prezzi ragionevoli in rapporto alla qualità del servizio.
Che poi io davvero non riesco a capire come si faccia a vedere i film in streaming. La qualità è nella maggior parte dei casi davvero molto bassa. Io preferisco di gran lunga scaricare film, anche e soprattutto porno, in HD. Altrimenti se non si vedono le rughe dei protagonisti non c’è gusto.
[Messaggio per l’FBI: ovviamente quando in questo post si fa riferimento allo scaricare video e mp3 si vuole intendere esclusivamente file non coperti da copyright. Credeghe.]
Tenere un blog non è proprio una passeggiata. Soprattutto quando dal magico mondo dello studio si passa al magico mondo del lavoro. Con questo non voglio di certo dire che essere un blogger è come lavorare in miniera, perché sono consapevole che esistono lavori molto più usuranti. E sì, calciatori e politici, sto parlando proprio di voi.
Non so come sia nato tutto questo pippone introduttivo, in realtà volevo solo comunicare che, nonostante il blog richieda impegno e costanza, molto spesso dà anche grandi soddisfazioni. Una prima soddisfazione è stata la nomination ai Macchianera Blog Awards di quest’anno, seguita da una valanga di voti inaspettata che mi avete dato. Venerdì invece Così è (se vi pare) ha avuto l’onore di essere citato a pagina 8 del Venerdì di Repubblica. Ringrazio Marco Filoni per aver riportato il mio post sullo sbarco dei VIP e della loro poracceria su Twitter e @Royal_Silver che per prima mi ha segnalato la buona novella.
E’ stata in generale una settimana positiva per Così è (se vi pare), con il ritorno dell’ormai insostituibile e ficcante Savonarola e l’inaugurazione della nuova rubrica #AskFabry.
Chiusa questa piccola parentesi autocelebrativa, ci tenevo ad assicurarvi che non mi monterò la testa: rimarrò sempre il solito umile blogger straordinario, unico e impareggiabile che sono sempre stato.
PS: Da venerdì sera si è verificato un piccolo inconveniente tecnico che, fra le altre cose, ha impedito di inserire nuovi commenti fino a ieri mattina. Mi scuso per il disagio che ora dovrebbe essere completamente risolto. Quindi dateci dentro con gli #AskFabry!
Gentili lettrici e carissimi lettori,
Inauguro questa nuova rubrica ringraziando l’amico @signorponza di avermi richiesto come presenza fissa tra le sue illustrissime pagine. Mi sento molto emozionato dall’essere a un passo dalle ospitate della domenica pomeriggio, ma non perdo altro tempo e rispondo alla vostra domanda. Mi avete chiesto quale sia il segreto di bellezza di noi twitstars, e mi pare di capire che vi riferiate al grande esito che riscuotiamo nel web e non alla prestanza fisica che nel mio caso credeghe ai ufo. Bene, vi svelerò i due segreti fondamentali per accedere all’Olimpo delle stelle del Twitter:
1- Followate tutti quelli che potete, bot della sborra compresi. Tutti quelli che il vostro ditino riesce a raggiungere. Fatto? Quando avete almeno un migliaio di followers che vi hanno ricambiato il favore e che vi citano in continuazione unofollowateli tutti senza pietà. Tenete solo le persone a voi più care, quelle che potrebbero sputtanarvi per intenderci. E i manzi, ovviamente. Perché carissimi, il primo segreto per essere una twitstar è menarsela di brutto.
2- Il secondo trucco per stare in cima alla classifica delle più retwittate è essere sempre sul pezzo. Amiche, dovete sempre avere la battuta pronta salvata nelle bozze! Vi suggerisco di seguito qualcosa di cui sparlare al momento. Sanremo sta alla Coprofagia come Morandi sta alla Musica Italiana. Tutti i reality sono TOP, il calcio è BOTTOM. Le costruzioni grammaticali supine vanno un casino quest’anno, per cui avete stati avvisati. Non fatevi cogliere impreparati, non siate con un Enzo Miccio che si trova spaesato ad un battesimo!
Spero di essere stato esaustivo e di aver dipanato ogni vostro dubbio, se così non fosse non esitate a scrivermi alla mail askfabry@gmail.com che poi caso mai vi do il mio IBAN.
Un caloroso abbraccio, e levatevi!
NdSP: Segui le avventure e le cattiverie di Fabry su Twitter o sul suo blog. E se hai domande per lui, ponigliele nei commenti a questo post, su Twitter usando l’hashtag #AskFabry oppure scrivi alla casella postale askfabry@gmail.com. E se volete il suo IBAN per donargli dei soldi, chiedete pure a me: mi premurerò io di darvi quello corretto.
Domenica avevo annunciato grandi novità. Ebbene oggi è giunta l’ora di alzare il sipario su una grande nuova rubrica che sarà ospitata sulle pagine di Così è (se vi pare) e che avrà l’onore di accogliere un blogger, una twitstar, una Meredith Grey, ma soprattutto un amico che risponde al nome di Fabry.
Con lui, abbiamo deciso di unire le forze al grido di “LEVATEVI” perché in realtà abbiamo un solo obiettivo: vincere un Macchianera Blog Award e diventare celebri per partecipare alla prossima edizione de L’Isola dei Famosi (facendoci firmare il guardaroba da Valeria Marini e dalle sue Seduzioni Diamonds).
La rubrica si chiamerà #AskFabry. Dice: che è #AskFabry? Avete presente la rubrica della posta del cuore di Mina nelle ultime pagine di Vanity Fair? Ecco, #AskFabry, con la sua portata innovativa, ci farà dimenticare l’anziana cantante (lasciatemi dire anche un po’ stonatella) in pensione in Isvizzera.
I lettori potranno sottoporre a Fabry le proprie domande, curiosità, dubbi esistenziali utilizzando varie forme: commentando questo post, scrivendo una e-mail all’indirizzo askfabry@gmail.com, su twitter utilizzando l’hashtag #AskFabry oppure sul wall della pagina Facebook del Signor Ponza.
Per chi non conoscesse Fabry, vi invito a visitare il suo blog oppure il suo account twitter, dove potrete trovare piccole perle in 140 caratteri come queste:
Dio, se esisti ed è vero che odi i gay fai floppare il nuovo album di Madonna. E liberaci da questa ossessione. AMEN.
Arrivo a Pavia ed è subito nebbia che Silent Hill levati.
Il nuovo album di Morandi si intitola C.P.R.F.G.A.
Dopo questi convenevoli, vorrei chiudere il post lanciando il primo #AskFabry:
Ci puoi svelare qual è il segreto di bellezza che permette di diventare twitstar?
E dopo essere stato in Isvizzera, in occasione della Santissima Epifania mi sono recato in Ispagna, per la precisione a Madrid.
La prima cosa che ho imparato appena sono arrivato in terra ispagnola il 5 gennaio è che lì le vere rock star sono i Re Magi. Attraggono le attenzioni degli spagnoli in un modo che noi italiani non possiamo nemmeno immaginare. Anche perché noi di trii famosi abbiamo avuto gente come i Tre Tre. Lì tutti quanti impazziscono per Gaspare, Melchiorre e Baldassare, al punto di organizzare una parata mega-galattica, con carri e fuochi d’artificio.
Vedendola in televisione, la cosa ha assunto i tratti del surreale nel momento in cui è comparso Tiziano Ferro che, intervistato dai giornalisti spagnoli, faceva gli auguri per i Re Magi. Per le strade è invece un delirio di madrileni che assaltano le pasticcerie, come nemmeno nella rivolta del Pane raccontata da Manzoni. Tutto questo perché, a quanto pare, se il 6 gennaio non si mangiano questo leggerissimo dolce ritratto nella mia foto qui sotto e chiamato Roscón de Reyes, vengono scomunicati o qualcosa del genere.
Ovviamente anch’io ne ho assaggiato un pezzo, perché prima di tutto non so resistere a un dolce schifosamente ripieno di panna, ma soprattutto ci tengo veramente tanto alle tradizioni cristiane.
D’altronde qualcuno lo dovrà pur far ripartire questo Paese e allora ci proviamo con questo blog. Per carità, Monti sarà anche bravo e tutto, ma il contributo che Così è (se vi pare) può dare e darà all’Italia, farà la differenza.
E’ per questo che dalla settimana che inizia domani il blog torna a pieno regime. Ritornerà anche la rubrica del Savonarola, più ficcante che mai. Ma soprattutto ci sarà anche una grande novità, che per il momento non vi posso ancora svelare del tutto (svelerò maggiori dettagli in settimana), ma che vi dico solamente che ci porterà a vincere il celebre premio Nobel per i blog. O, mal che vada, un Macchianera Blog Award e una partecipazione all’Isola dei Famosi.
Capodanno in Isvizzera, come dicevano le vere sciure di una volta. Tre giorni in montagna caratterizzati da bianco in ogni dove e non perché ci trovassimo sul set di un film porno, né nei bagni dell’Hollywood a Milano.
Ho avuto seri dubbi di riuscire ad arrivare vivo all’appuntamento con il nuovo anno, soprattutto quando con la macchina che guidavo ci siamo trovati sulla strada per il passo del Sempione e non si riusciva più a distinguere più la terra dal cielo, la strada dal mare e così via, insomma avete capito. Alla fine però, non so ancora bene in che modo, siamo riusciti a giungere a destinazione. Dove, grazie alle abbondanti nevicate, praticamente non siamo riusciti a fare nulla, eccetto la tradizionale gita alle terme il primo dell’anno. Se fosse saltato anche quello avrei gridato e vi assicuro che, con l’eco che garantiscono le montagne, si sarebbe sentito anche in Italia.
Quindi vorrei dire a tutti quelli che si lamentano perché quest’anno in Italia non nevica che Dante, nella nuova edizione della Divina Commedia che sarà presto disponibile in tutte le librerie, edicole e in formato e-book, ha previsto un nuovo girone infernale in cui verranno collocati insieme a quelli che d’inverno si lamentano perché fa freddo e poi d’estate si lamentano perché fa troppo caldo, oppure insieme a quelli che d’estate si lamentano perché non vedono l’ora che arrivi l’autunno (aka la stagione più triste e soprattutto in cui ti prende sicuramente la prima influenza).
Come vedete, inizio il nuovo anno in simpatia.
Pro-mo-tion
Post citato sul Venerdì di Repubblica del 20 gennaio 2012
Bla Bla Bla (Commenti)
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:D Il mio post infatti cercava di essere simpatico per contrastare la… — Signor Ponza
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Io per sicurezza lo faccio sempre :D — Signor Ponza
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Non sapete cosa vi perdete :D — Signor Ponza
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Fino a che non si rompe lo schermo, sì. — Signor Ponza
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A prendere il posto del suo direttore possibilmente! Grazie cara ;) — Signor Ponza
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La soffitta polverosa
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