Lo strano percorso

Riaprire il blog in questi giorni non è stata una brillante idea. Praticamente trascorro le mie giornate in università (venerdì scorso alle 8 di sera ero ancora lì, e ho detto tutto), tanto che ho già avviato le pratiche per il trasferimento del domicilio.

Uno studente poi, in mezzo a lezioni, libri e lavori di gruppo deve anche attivarsi per trovare uno stage, altrimenti questi non ti fanno laureare. Così, settimana scorsa sono stato ad un colloquio che, se tutto va bene, mi consentirà di fare questi tre/sei mesi di lavoro aggratis.

C’è solo una cosa che ai colloqui mi mette in difficoltà, cioè quando mi chiedono che cosa voglio fare nella vita, qual è il mio progetto, qual è il mio obiettivo. E io posso anche prepararmi una risposta, ma non so essere comunque convincente. Ora, non so voi, ma ancora le idee chiare su cosa voglio fare nella vita non le ho. Ci sono talmente tante cose che mi piacciono che faccio fatica ad escluderle, soprattutto perché fino a oggi non ho ancora avuto l’opportunità di lavorare (nel campo per il quale studio). Le idee chiare forse ce le avevo quando ero piccolo e volevo fare il dentista (perché vedevo che i miei ci lasciavano giù tanti di quei soldi…), ma da quando ho iniziato le superiori e l’università è stato un continuo cambiamento.

Per rendere tutto molto più concreto, molti sanno che tra i miei sogni c’è quello di diventare responsabile dei casting per Abercrombie & Fitch, oppure per le serie tv americane. Ma non disdegnerei nemmeno un posto come selezionatore di musica, sempre per i telefilm ammeregani, ma se mi chiamassero per scrivere le sceneggiature non rifiuterei di certo. Insomma, vedete quante cose interessanti ci sono?

Non riesco a capire se, alla veneranda età di 23 anni, sia normale o meno non vedere ancora limpido davanti a me il percorso che voglio fare. Oppure se è lecito pensare che nella vita di una persona c’è la possibilità che il percorso, l’obiettivo di vita possa anche determinarsi nel corso del tempo. Non perché si subiscono gli eventi, ma proprio perché li si segue e, a priori, questi eventi non li possiamo nemmeno immaginare.

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Dove eravamo rimasti?

Una buona idea potrebbe essere quella di colmare questo vuoto di blog facendo il punto della situazione sulla mia vita. Come se a qualcuno potesse interessare.

Quattro esami mi separano dalla laurea. Anzi, a dire il vero, quattro esami, la tesi e pure tre mesi di stage (aka lavoro aggratis). Comunque sento la fine che si avvicina, anche perché se mi guardo indietro e faccio due conti sono 17 gli anni che fino ad oggi ho passato sui libri e credo sia anche comprensibile che mi sia rotto le balle. Poi so già che tra qualche anno rimpiangerò gli anni in cui studiavo, ma che vita sarebbe senza motivi per cui lamentarsi continuamente?

Il racconto della mia vita potrebbe fermarsi qui, ma questo potrebbe suggerire che oltre all’università non ci sia nient’altro di rilevante. Aspetta, ora che ci penso al momento è così. Già, che vita grigia. Le vostre vite invece come vanno?

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Grazie a tutti

Dunque, ci riprovo. Stavolta ho cancellato tutto e sono ripartito da zero, visto che il blog “precedente”, se così lo posso definire, era stato reso inutilizzabile da migliaia di commenti di spam (provenienti dalla fredda Russia post-comunista) che tentavano di vendermi chissà cosa, visto che io e il cirillico abbiamo poco a che fare.

Eviterò di fare promesse da marinaio, come ho fatto in passato, poiché l’ultima volta che avevo promesso una roba del tipo “almeno due post alla settimana” sono durato sì e no 10 giorni.

Come qualcuno già sa, negli ultimi tempi mi sono preso bene con Tumblr. Lì, per chi proprio non può fare a meno della dose quotidiana di Signor Ponza, pubblico immagini, audio, video e altri contenuti con una certa frequenza. Qui sul blog vorrei invece dedicarmi a scrivere, quando ne ho voglia e tempo, qualcosa di più lungo/profondo/personale. Ovviamente questo significa che probabilmente tra un paio di mesi finirò per scrivere di gossip e altre cazzate anche qui, come ai vecchi tempi.

Bene, a questo punto direi che come primo post della nuova era sono stato sufficientemente lungo e profondo, ora mi ritiro in cameretta a vedere Gianni Morandi e Alessandra Amoroso. Perché, fondamentalmente, sono insieme giovane e vecchio dentro.

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Sto lavorando per me

E anche un po’ per voi che passate di qui, per rimettere in piedi questo piccolo spazio personale.

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