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Il blog del Signor Ponza

Ermal Meta e Fabrizio Moro a rischio squalifica: cosa è successo e cosa succederà

La parabola di Ermal Meta è una delle più sorprendenti degli ultimi tempi: nell’arco di due anni è passato da simpatico sconosciuto per cui tutti facevamo il tifo (Sanremo 2016) a outsider che tutto sommato meritava quel podio (Sanremo 2017), fino alla sua recente evoluzione in nemico pubblico numero uno (Sanremo 2018). Più costante invece la carriera di Fabrizio Moro: non hai mai brillato in simpatia e, nonostante abbia scritto la canzone più bella della storia di Sanremo, da lui non ci siamo mai fatti fregare. Entrambi sono emissari di мåяïã ∂є ғιℓîρρⓘ ed entrambi sono finiti nell’occhio del ciclone per la loro canzone Non mi avete fatto niente in cui duettano a Sanremo 2018: un presunto plagio e una possibile squalifica.

Il plagio

Come riportato da più fonti la già non originalissima “Non mi avete fatto niente” ricorderebbe il brano “Silenzio”. La canzone è stata proposta alle selezioni di Sanremo 2016 categoria Giovani da Ambra Calvani e Gabriele De Pascali e scartata senza troppe remore da Carlo Conti. Per gli amanti del LOL: era proprio l’anno di Ermal Meta tra i giovani. La canzone – fino a poche ore fa ascoltabile direttamente dal sito della Rai – è praticamente la stessa e soprattutto ha lo stesso autore: Andrea Febo. Andrea Febo tra l’altro ha portato su quello stesso palco nel 2002 il cosplay di Nek cantando una canzone più bella dell’intera discografia di Fabrizio Moro.

La reazione della Rai

Nell’arco di poche ore la polemica su “Non mi avete fatto niente” passa dal web alla tv: Andrea Laffranchi introduce l’argomento al DopoFestival ma Edoardo Leo – che evidentemente ha imparato l’arte della conduzione da Alessia Marcuzzi – cambia velocemente discorso. Ancora non c’è nessuna comunicazione ufficiale,  ma nella notte “Silenzio” sparisce dal sito della Rai. L’argomento salta però fuori l’indomani in conferenza stampa e se possibile la vicenda diventa ancora più fumosa: non c’è motivo di squalificare Meta e Moro dalla gara ma la Rai sta valutando il da farsi. Il regolamento ammette citazioni fino a un terzo della durata di ogni brano ma minutaggio alla mano Meta e Moro sforano il limite. Fanno notare che il ritornello non può essere paragonato a un piccolo campionamento ma Claudio Baglioni ribatte che nella canzone moderna il ritornello non è più così importante. La commissione era stata avvertita ma lo stesso direttore artistico ammette candidamente di non saperne niente fino a ieri sera. Il brano originale non è finito in vendita né in streaming ma è stato eseguito dal vivo e registrato alla SIAE. E quindi?

E quindi, con una decisione abbastanza imprevista e poco coerente con le comunicazioni ufficiali, Ermal Meta e Fabrizio Moro vengono “congelati” dalla gara: in attesa di decisioni definitive, la loro esibizione slitta a domani mentre il suo posto stasera verrà preso da un entusiasta Renzo Rubino.

I precedenti

Sempre dalla conferenza stampa smorzano subito ogni entusiasmo: non ha senso citare i precedenti perché il (pongo)regolamento può cambiare di momento in momento senza alcun preavviso. Eppure un precedente importante ci sarebbe: nel 2012 Chiara Civello porta sul palco di Sanremo “Al posto del mondo”, la stessa identica canzone che Daniele Magro aveva proposto alle selezioni di Sanremo Giovani 2010. Anche in quel caso gli autori erano gli stessi, la canzone originale era comparsa solo sul sito di Sanremo e l’allora direttore artistico Gianmarco Mazzi liquidò la polemica rigettando ogni possibile squalifica del brano.

Ben diverse le squalifiche degli ultimi anni: nel 2014 “Prima di andare via” di Riccardo Sinigallia venne esclusa perché già eseguita dal vivo. Quell’anno però il regolamento specificava che nessuna parte dei brani doveva essere “già stata pubblicata e/o fruita, anche se a scopo gratuito, da un pubblico presente o lontano” e Fabio Fazio aveva questo insopportabile vizio di rispettare i regolamenti. Oggi Sinigallia se la ride perché quella stessa canzone è entrata nella colonna sonora del film “A casa tutti bene” e ogni inquadratura di Pier Francesco Favino è un pezzettino di SIAE che entra in cassa.

Dieci anni fa anche Loredana Bertè incappò in un caso di autocitazione: la sua “Musica e parole” era tale e quale a una canzone scritta dallo stesso autore del brano sanremese. Pippo Baudo squalificò il brano a competizione avviata ma permise comunque a Loredana di esibirsi fuori gara e addirittura di vincere il Premio della Sala Stampa Radio e Tv. Ironia della sorte: quest’anno Loredana Bertè non è stata scelta tra i Big perché ha rifiutato di portare una canzone di Biagio Antonacci che verosimilmente sarebbe stata il plagio dell’unica canzone di Biagio Antonacci.

Come finirà?

Come per ogni Sanremo ci voleva una polemica su cui marciare e quest’anno è stata trovata in tempo zero. Difficilmente il brano verrà squalificato dalla gara: l’autore dell’originale è d’accordo, con ogni probabilità Fabrizio Moro ed Ermal Meta avevano davvero avvertito la commissione per tempo e soprattutto la Rai non sembra aver la minima intenzione di far fuori i favoriti alla vittoria finale. Ma più di tutto: chi vorrebbe mai mettersi contro le chiassosissime fanbase di Ermal Meta e Fabrizio Moro?

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Maxxeo

Mi chiamo Matteo (ma vorrei mi chiamaste Carlo) e non vivo a Milano. Ho dieci anni più di quanti ne aveva Anna Tatangelo quando vinse Sanremo e qualche taglia in più di Monica Leofreddi. Scrivo per il Signor Ponza fondamentalmente perché come logopedista di Tea Falco ho fallito.
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